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    Jack London

    Quest solo capì. Di essere nella tenebra. E nell'istante in cui seppe, cessò di sapere.

    Pirandello

    ......forse non era altro veramente che una immagine rimasta lì della vita,sola ormai sulla terra.
    Un soffio e via!

    Il tempo e la felicità

    Che ci azzecca il tempo con la felicità?Apparentemente niente,in reltà moltissimo:tutti e due s'identificano col presente, e il presente, non a caso, fa rima con "apparentemente" e con "niente".Ma procediamo per ordine.
    Il tempo è il presente, ovvero quel breve istante che separa il passato dal futuro.Ma se il passato non è più, e il futuro non è ancora, lui, il tempo, in quando separazione tra due entità che non esistono,come fa a esistere?Lo stesso si può dire per la felicità.Essere felici vuol dire essere contenti del presente.Tutti, a parole, sono convinti di essere stati felici in passato, e tutti sperano di essere felici in futuro;quando, però, si tratta di riconoscere che si è felici proprio nel momento in cui ci si pone la domanda, ebbene, diciamo la verità,non tuti ce la fanno.
    Non esiste il passato, ma solo il presente del passato (che poi si chiama "memoria" ). Non esiste  il futuro, ma solo il presente del futuro ( che poi si chiama "speranza" ).L'unico ad avere qualche probabilità di esistere potrebbe essere il presente o, per meglio dire, il presente del presente (che poi, in ultima analisi, sarebbe "l'intuizione" ). Rendersene conto è già qualcosa.
    Riflettiamo un attimo sulla famosa domanda "chi siamo, da dove veniamo, e dove andiamo?" .
    Essa presuppone  quanto meno, la conoscenza di tre riferimenti che hanno tutti e tre a che vedere col tempo, e pecisamente:dove stavamo prima di nascere, dove siamo in questo momento, e dove andremmo a finire dopo che saremo morti.
    Capire il tempo equivale a capire la vita,e di conseguenza anche la felicità.su questa strada, però, corriamo il rischio di "finire nelle chiavette"che sta per "entrare nel difficile".
    Seneca ,trecentocinquant'anni prima di sant'agostino,ha trattata a lungo l'argomento tempo.anche se sarebbe più esatto dire che tutti gli scritti di Seneca, dal primo all'ultimo, trattano dellargomento del tempo e dell'argomento felicità.
    Alcuni temono che la felicità sia un bene molto lontano,quasi irraggiungibile, motivo per cui corrono a più non posso nella speranza di avvicinarla, senza mai rendersi conto che iù corrono e più se ne allontanano.
    La Feleicità, invece, sostiene  Seneca, è un bene vicinissimo,alla portata di tutti: basta fermarsi e raccoglierla.